lunedì, 28 agosto 2006
author: quindicinale @ 15:47
category: masturbazioni solitarie
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Sabrina Marchi ha 20 anni. E' innamorata e non si vergogna di sventolarlo ai quattro venti. Scrive più perché non ha niente da fare, che per vera passione - almeno a quanto dice lei. Racconta, in questo brevissimo frammento, di una storia d'amore. Che dice essere presa direttamente dalla sua realtà.



COME SE FOSSE SOLO - di Sabrina Marchi



Guardo Michele che si masturba accanto a me. Tiene gli occhi chiusi e si morde le labbra. Le morde leggermente, più per vezzo che per trattenere qualche improbabile urlo. Riesco a intravedere i suoi incisivi, di tanto in tanto. Si muove seguendo una mano, il respiro. 


 


Vedo, da come il suo corpo quasi trema, che prova piacere, ma è un piacere forzato, destinato ad alleviare la mia sofferenza. 


 


Inizia a muoversi più veloce e sussurra qualche parola, forse qualche sillaba, che non riesco a capire. Gli bacio la guancia e lui comincia a muoversi più veloce. A inclinare il corpo, a spostarsi prima a destra e poi a sinistra, ad aprire la bocca, a chiuderla di scatto. A sbattere gli occhi. Poi comincia a tremare, sempre più forte. Lo vedo e mi viene da piangere. Lui dice ti amo, lo ripete come per rendermi partecipe del suo orgasmo. Viene.


 


Sporca con il suo sperma il lenzuolo e la maglietta. Mi da un bacio in bocca e va in bagno per lavarsi. Quando torna si stende accanto a me e spegne la luce. Dormiamo.


 


La mattina quando mi sveglio è stretto a me. I miei capelli gli coprono la faccia, ma non ho bisogno di spostarli per sapere che ha la bocca aperta, gli occhi chiusi. Rimango a guardare davanti a me lo specchio e quello che riflette. Trattengo le lacrime e mi stringo nel suo corpo, quasi a chiedergli di soffocarmi. Resto immobile aspettando che lui si alzi e mi domandi cosa voglio per colazione. Allora risponderò, come tutte le mattine, popcorn e patatine. Lui mi dirà che quelle sono cose che fanno male. Mi costringerà a ripiegare su un latte appena scaldato e su qualche frollino da discount alimentare. Poi mi aiuterà ad alzarmi. Ci siederemo in cucina e inizieremo a commentare il telegiornale. Non diremo niente di eccezionale, ma per me sarà importante lo stesso.


 


Quando avrà bevuto il suo caffé mi dirà che deve andare a lavoro e io supplicherò cinque minuti di baci. Lui acconsentirà e andremo sul divano. Scapperà via al sesto minuto, correndo lontano da me.


 


Io, per tutto il tempo che resta, rimarrò immobile aspettando il suo ritorno.